Indagine strumentale: scopri tecniche e benefici!

Ecco una breve descrizione di cinque delle tecniche di indagine strumentale esistenti a supporto della nostra salute: l’iridologia, la tecnica Mo_Ra, il Karnak Sensor, la riflessologia plantare e la cromopuntura.
Scopriamole insieme!

#Iridologia
L’iridologia è un sistema di indagine strumentale basato sullo studio dell’iride dell’occhio. Analizzando l’iride di una persona, si potrebbe determinare l’esistenza di un problema non solo relativo a qualche apparato o funzionalità del corpo, ma anche alle funzionalità mentali e psicologiche della persona.
L’iride è una speciale carta topografica che riproduce, nel suo piccolo, tutta la mappa del corpo umano, la sua anatomia, le sue funzioni: un minuscolo archivio in cui sono trascritti la salute dei nostri organi e il benessere dell’anima. L’iridologia è un metodo di indagine strumentale che consente di valutare l’integrità dei tessuti, chiamati collettivamente costituzione perché comprende punti di forza e di debolezza intrinseca; tale analisi può riconoscere forze e debolezze della costituzione individuale.

Indagine strumentale

Indagine strumentale – iridologia

#Mo_Ra
È una tecnica bioelettronica di indagine strumentale inventata nell’anno 1970 da MOrell, medico, e da RAsche, tecnico elettronico. Essi concepirono di amplificare le emanazioni energetiche del corpo, modificarle e re-immetterle nel medesimo in modo da correggerne gli squilibri che sono informazionali a livello atomico, molecolare, cellulare e quelle degli organi. Consiste in un’apparecchiatura elettronica che utilizza una procedura con cui attraverso due elettrodi, uno messo nella mano del paziente, l’altro tenuto dal tecnico/terapeuta e da lui posizionato in genere in determinati punti di agopuntura della mano e del piede; questi due elettrodi sono collegati all’apparecchiatura (simile ad un ohmmetro) e che funziona mediante una piccola pila (quindi a corrente continua); con questa tecnica si misura l’impedenza dei liquidi del corpo in funzione delle variazioni del debole campo elettromagnetico corporeo modificate dall’introduzione, nella mano libera, di un campione del prodotto da testare con il paziente.
In pratica il terapeuta testa diversi elementi (alle volte anche 60 e più) per poter stabilire eventuali reazioni del corpo al prodotto testato. È una macchina di indagine strumentale conosciuta prevalentemente da naturopati e medici omeopati. Con questa tecnica, si utilizzano le oscillazioni del campo elettrico dei corpi viventi. Queste debolissime correnti sono testate e raccolte con elettrodi cutanei (come per un esame di tipo encefalogramma o elettrocardiogramma) ed inviate all’apparato elettronico che è anche in grado di analizzare e modificare tali emanazioni (frequenze). Sui punti di derivazione e raccolta che possono essere i punti dell’agopuntura, si può in un secondo tempo influire e raddrizzare le deviazioni frequenziali esistenti.
Queste ultime, sono onde disarmoniche con fase invertita, e il raddrizzamento effettuato dall’apparecchiatura permette di normalizzarne la fase ed il tipo di frequenze. Questo riordino energetico obbligherà le cellule ad eliminare dai tessuti i fattori tossici in modo repentino ed attraverso le normali vie eliminatorie (feci, urine, sudore, espettorato, ecc.).

Indagine strumentale

Indagine strumentale – Mo_Ra

#Karnak Sensor
Il cervello dell’uomo trasmette costantemente, anche a distanza, campi elettromagnetici fluttuanti direzionali di potenziale diverso in una vasta gamma di frequenze, l’analizzatore dinamico, denominato sensore Karnak o SPK, è in grado di captare il linguaggio energetico tra cervello ed organi.
Il sensore SPK, tramite un circuito elettronico ultrasensibile, può captare e rilevare la potenza di emissione elettromagnetica cerebrale delle persone in ogni frequenza, continuativamente. Il sensore Karnak in oggetto è in grado di captare le reali emissioni elettromagnetiche cerebrali delle persone a distanza di 1 – 2 metri, senza bisogno di alcun elettrodo o altro collegamento con il capo o il corpo della persona esaminata.
Il meccanismo di biorisonanza cerebrale, tramite questa modalità di indagine strumentale, consente di verificare lo stato energetico degli organi e dei tessuti del corpo. Allo stesso modo rende possibile verificare e quantificare l’efficacia per un organo e/o apparato di un prodotto naturale, fitoterapico, omeopatico o un integratore alimentare ecc., anche in modo continuativo.

Indagine strumentale

Indagine strumentale – sensore Karnak

#Riflessologia plantare
La riflessologia plantare è una tecnica di massaggio applicata principalmente sui piedi, ed eventualmente sulle mani. Difatti, sui piedi e sulle mani si trovano riflessi tutti gli organi, le ghiandole, e le parti del corpo. Applicando il massaggio riflessologico si potrebbe avere un effetto o influire sull’organo corrispondente al riflesso stimolato.
La riflessologia è una terapia olistica, basata quindi sul principio che ogni aspetto della vita dell’individuo influirebbe sul benessere e sulla salute della persona, e ha l’intento di operare un presunto “riequilibrio dell’intero organismo al fine di stimolarne le capacità di autoguarigione”.
In quanto terapia non convenzionale, la rflessologia può avere una duplice applicazione: può essere utilizzata in alternativa o come supporto alle terapie mediche convenzionali. La riflessologia plantare non è una tecnica sovrapponibile alle metodologie sanitarie riconosciute dalla legislazione italiana né sostituisce eventuali terapie mediche.
Le tecniche riflessologiche si distinguono in due grandi filoni: quello orientale e quello occidentale. Nonostante il principio sia il medesimo, ossia che stimolando delle zone riflesse si abbiano effetti su zone lontane dal sito di applicazione del massaggio, nascono e si sviluppano con presupposti differenti: la riflessologia cinese si basa sui principi della medicina tradizionale cinese, mentre la riflessologia occidentale attinge ai principi scientifici sulla quale si basa la medicina convenzionale occidentale. La riflessologia plantare occidentale nasce infatti in concomitanza delle prime scoperte occidentali in ambito neurologico di Sir Henry Head e Sir Charles Sherrington.
Una delle differenze identificabili nei trattamenti di riflessologia occidentale e orientale è nell’intensità della pressione applicata dal terapeuta. La riflessologia occidentale, ad esempio, opera al di sotto della soglia di sopportazione del dolore del paziente, al fine di ottimizzare gli effetti della stimolazione delle aree riflesse sfruttando la condizione di profondo relax che la riflessologia plantare occidentale è in grado di indurre. Entrambe le modalità di intervento hanno effetti positivi su vari disturbi e patologie, in quanto secondo i suoi sostenitori stimolerebbero la circolazione, il sistema nervoso ed il sistema immunitario.
Tra le teorie che cercano di spiegare i meccanismi che governano l’efficacia della riflessologia se ne enumerano almeno sette principali:

  • Stimolazione nervosa, basata sulla relazione fra le terminazioni dei nervi presenti nelle zone riflesse ed il punto in cui è presente il dolore. La pressione sulla zona riflessa avrebbe quindi il compito di inviare comunicazioni al cervello, stimolandolo ad intervenire sul problema riscontrato.
  • Liberazione di ormoni, fondata sulla scoperta del controllo del cervello sull’apparato endocrino. Secondo la teoria della riflessologia è sufficiente massaggiare le zone riflesse doloranti, per stimolare il cervello a liberare ormoni cerebrali, quali l’endorfina, con conseguente azione terapeutica.
  • Stimolazione del sistema linfatico, favorita dalla pressione di alcuni punti riflessi che attuerebbe l’accelerazione della circolazione linfatica con benefici su tutto l’organismo.
  • Stimolazione del sistema sanguigno, avente lo scopo di migliorare la circolazione e diminuire la presenza di scorie.
  • Potenziale elettrico, che si creerebbe tra varie parti del corpo. In base al modello della riflessologia, i punti riflessi sono paragonabili agli interruttori mentre gli organi svolgono la funzione di accumulatori e quindi agendo sugli interruttori si riattiverebbe la circolazione elettrica.
  • Influenze psicologiche, spiegabili con la grande importanza che la mente riveste sulla origine dei disturbi fisici.

Indagine strumentale

Indagine strumentale – riflessologia plantare

#Cromopuntura
La cromopuntura è una tecnica di indagine strumentale, dolce e non invasiva, nata da una geniale intuizione del ricercatore tedesco Peter Mandel. Oggi ha all’attivo una vasta casistica clinica e può vantare importanti successi terapeutici e numerosi riconoscimenti in ambito accademico.
L’idea che sotto forma di luce, e in particolare di colori, sia possibile veicolare, attraverso i meridiani dell’agopuntura, non tanto energia quanto piuttosto informazione, ha trovato oggi un valido fondamento scientifico nella teoria dei biofotoni del fisico tedesco Fritz – Albert Popp. L’applicazione di uno stimolo cromatico sui punti energetici individuali, attraverso il colore, trasmette delle bioinformazioni che possono mettere in atto processi ordinativi di coordinazione a livello organico e psichico.
La cromopuntura non agisce sul sintomo, ma mira a ristabilire l’equilibrio energetico di base. L’operatore non punge la pelle ma posiziona fasci di luce colorata sui punti recettori del corpo, gli stessi dell’agopuntura o dello shiatsu.
Tali punti sono, in parte, dislocati lungo i meridiani energetici principali della medicina tradizionale cinese, in parte scoperti dallo stesso Mandel.
Essi vengono stimolati mediante le vibrazioni emesse dalla luce colorata, che sono di diversa frequenza a seconda del raggio dello spettro cromatico utilizzato nel trattamento.
Questa tecnica, apparentemente semplice, richiede conoscenze approfondite poiché si lavora si piani di energia molto profondi.
La cromopuntura non provoca nessun tipo di dolore fisico: al contrario, il trattamento è piacevole e rilassante per chi lo riceve.

Indagine strumentale

Indagine strumentale – cromopuntura

Pubblicato in News Taggato con: , , , , , ,
Privacy e cookie | DEVELOPED BY LUNA